Roma, 20 ago. (Apcom) - Vola il prezzo della pasta che nei primi sei mesi dell'anno ha segnato un aumento medio annuo del 30,4%. Il rincaro è segnalato dal Tesoro nel Quaderno dei prezzi relativi al mese di giugno, rielaborando i dati Istat sui prezzi al consumo. Il ministero dell'Economia segnala rincari anche per il prezzo del pane (+13,2%) e per il latte intero (+11,8%). Tra gli altri generi alimentari, il Tesoro rileva aumenti anche per la carne (+4,3%).Perfetto!
Ora sono tutti lì a meravigliarsi e a stracciarsi le vesti per questi dati, compresi i politicanti abituali e i giornalisti loro abituali zerbini...
Ma dove diavolo erano queste anime candide quando negli anni scorsi lo spauracchio europeo per gli agricoltori è stato quello delle quote di produzione da rispettare, a prezzo di multe milionarie, della distruzione forzata dei raccolti e del continuo e progressivo abbandono dei campi o della destinazione alimentare dei prodotti agricoli.
Certo, ora è più comodo e "trendy" dare la colpa a quei dannati piccoli cinesi che hanno cominciato a mangiare di più e meglio e hanno fatto aumentare la domanda e di conseguenza il prezzo dei prodotti alimentari di base.
Il mio pensiero è invece che tutto questo aumento è quanto di meglio potesse capitare in questo periodo per fare entrare di forza in testa a tanti che la nostra unica possibilità di continuare a sopravvivere su questo pianeta e in condizioni decenti, sia quello di tornare a dare valore alle attività primarie come l'agricoltura a scopo alimentare.
Purtroppo, come sempre, i costi sociali verranno sostenuti in massima parte dalla massa dei "sudditi a reddito fisso", ma spero davvero con tutto il cuore che questa situazione contribuisca a fare sì che lavorare la terra torni ad essere una opzione percorribile e allettante per tanti di quelli che fino ad oggi dalle campagne sono stati costretti a fuggire, verso i miraggi luccicanti dello sviluppo e del consumismo selvaggio.
Sarò forse un po' troppo "pasoliniano", ma per questo modello di società che corre in avanti a velocità folle senza avere la capacità di indovinare un punto di arrivo nel suo percorso non riesco a vedere un futuro, o quantomeno un futuro che possa essere in qualche modo desiderabile.
Credo sempre di più invece che per avere speranza di andare avanti, occorra fermare la corsa e magari fare qualche passo indietro, nella direzione di un recupero di una qualche prospettiva socio-economica sostenibile.
Quando lavoro, terra, animali e uomini torneranno ad avere più valore della montagna di carta (filigranata e no) che oggi siamo costretti ad adorare, forse sarà possibile tornare a sperare...

2 graffi:
Sono d'accordissimo con te.
Dobbiamo tornare indietro in alcuni settore e il lavorare la terra è uno di questi. Ma non con gli OGM che arricchiscono le multinazionali e nient'altro.
Purtroppo i contadini si lasciano comprare dalle imprese edili e anche qui, dove abito io, un paesino di campagna, in una decina di anni i campi (non tutti ancora) hanno fatto spazio a case, villette, ecc..
Case, appartamenti che in molti comprano facendo mutui con la banche e che, tristemente, dopo un paio d'anni nemmeno, vengono poste di nuovo in vendita,perché chi le ha comprate non ce la fa a vivere con il mutuo sulle spalle.
Scusa se sono andata un po' o.t.
Ti saluto caramente.
Ciao!
Figurati, non sei affatto andata fuori tema... il fatto che le campagne siano abbandonate e che le città espandano i loro tentacoli fatti di rumore, cemento e degrado su terreni un tempo verdi, sono due facce delle stessa medaglia, così come la crescente difficoltà a fare fronte alle spese e ai debiti sono legati almeno in parte anche alla continua corsa al superfluo e al nuovo che ci governa...
A presto!
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