martedì 22 luglio 2008

Per quest'anno, non cambiare...

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Negli ultimi anni qualcosa sembra muoversi sul fronte della dilagante privatizzazione del diritto a fare un bagno in mare...
Ricordo l'estate scorsa qui a Genova un drappello di coraggiosi che, convocati giornali e Tv e forti delle sentenze emesse in merito dalla Corte di Cassazione, hanno provato ad entrare senza pagare in uno Stabilimento balneare cittadino per recarsi sulla battigia. Scompiglio generale, arrivo di Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani e naturalmente iniziativa respinta con perdite..
Volete sapere chi era il Padrone intransigente dello Stabilimento in questione? (Rullo di tamburi...) ...ebbene sì, il democratico Comune di Genova... Si trattava infatti di uno dei tre o quattro Bagni comunali cittadini.
Nati per offrire servizi e opportunità ai genovesi meno abbienti, o meno desiderosi di pagare per un diritto naturale della collettività (fare il bagno in mare), ecco che persino i Bagni pubblici si sono trasformati in trincee inespugnabili. Istituzioni pubbliche in difesa dell'arrogante sottrazione del pubblico a favore del privato.
Anche quest'anno qualcuno prova a riproporre, a dire il vero più blandamente, il tema.

Qualcun altro poi fa notare sommessamente che forse in una Regione come la Liguria, meno del 15% di spiagge libere, costituiscono una percentuale davvero risibile e un tributo troppo alto pagato dalla collettività agli interessi di pochi o di meglio collocati...
La questione in ogni caso si inserisce mirabilmente in un quadro come quello offerto dalla società in cui oggi viviamo.
Le Istituzioni sono sempre meno rappresentative degli interessi fondanti per le quali sono state create e si sono rivolte alla tutela dei particolarismi più spinti ma economicamente più rilevanti. E i loro (ma non erano i nostri?!?) rappresentanti, non conoscendo più altro ideale che l'autoperpetuarsi della propria "casta" di appertenenza, non provano alcun pudore a sbattere la porta in faccia ad istanze persino banali ma sacrosante, come quella del diritto al "bagno in mare" per chiunque, indipendentemente dalla volontà o meno di questi di pagare un biglietto di ingresso...

3 graffi:

convolvolo21 ha detto...

Mi sembra allucinante.

Anonimo ha detto...

le spiagge libere ci sono, non si paga e non ti rompe i c....... nessuno.

randagio ha detto...

Grazie di essere passato di qua e di avere lasciato un tuo commento.
Purtroppo il problema è proprio che, almeno qui in Liguria, le spiagge libere NON ci sono, o meglio sono rarissime e ridotte a striscioline sassose di pochi metri tra gli stabilimenti balneari...
Se ti dovesse capitare un giorno passa sul lungomare di Varazze, in provincia di Savona, per capire cosa intendo...
Ciao.